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Terrario chiuso: come crearlo con piante da interno

Aggiornato il 07 ottobre 20264 capitoli
Come funziona un terrario chiuso e quale contenitore scegliere (foto Terrario Glas Italia Collector)

Foto: Terrario Glas Italia Collector

Come funziona un terrario chiuso e quale contenitore scegliere

Un terrario chiuso è un contenitore di vetro con coperchio in cui le piante vivono in un ambiente quasi autonomo. Il principio è il ciclo dell'acqua in piccolo: le radici assorbono l'umidità del substrato, le foglie la restituiscono all'aria con la traspirazione, il vapore condensa sulle pareti fredde del vetro e ricade sul terreno sotto forma di gocce. Una volta avviato, questo giro si ripete da solo e ti permette di annaffiare molto di rado, cosa che lo rende adatto anche a chi dimentica spesso le piante di casa. Per il contenitore scegli vetro trasparente e incolore, perché la luce deve arrivare alle foglie senza filtri: un barattolo grande per conserve, una damigiana, una boccia o un vaso da biscotti con tappo vanno tutti bene, purché il coperchio chiuda in modo preciso. Valuta anche l'apertura: se è larga almeno sei o sette centimetri riesci a sistemare le piante con le dita, altrimenti dovrai lavorare con pinze lunghe e cucchiai. Se è la prima volta, parti da un formato medio: un contenitore molto piccolo si satura di umidità in fretta, uno enorme richiede molte piante e più attenzione nella composizione.

Gli strati di fondo: drenaggio, carbone attivo e terriccio

Prima di mettere a dimora le piante, pulisci e asciuga bene il vetro, perché residui e aloni restano visibili per sempre. Sul fondo versa uno strato di ghiaia fine o argilla espansa di circa due o tre centimetri: in un terrario chiuso non c'è foro di scolo e questo strato raccoglie l'acqua in eccesso tenendola lontana dalle radici, che altrimenti marcirebbero. Sopra la ghiaia distribuisci un velo sottile di carbone attivo vegetale, lo stesso che si usa negli acquari: assorbe gli odori e limita la formazione di muffe in un ambiente che resta umido per mesi. A questo punto aggiungi il terriccio, scegliendo un substrato leggero e drenante per piante verdi da interno, eventualmente alleggerito con un po' di perlite. Riempi il contenitore fino a circa un terzo della sua altezza, lasciando alle piante spazio per crescere senza toccare il coperchio, e compatta appena con il dorso di un cucchiaio. Se vuoi dare profondità al paesaggio, modella una leggera pendenza con la parte più alta sul retro: le piante davanti risulteranno più visibili e la composizione guadagnerà in naturalezza.

Quali piante da interno scegliere e come disporle nel vetro

Nel terrario chiuso l'aria è satura di umidità e la luce arriva filtrata dal vetro, quindi le piante da interno giuste sono quelle che in natura vivono nel sottobosco tropicale. Le felci di piccola taglia, come l'asplenio nano o l'adianto, la fittonia con le foglie venate di rosa o bianco, il ficus pumila dal portamento strisciante, il pilea e le varietà più compatte di peperomia convivono bene e crescono con lentezza. Il muschio, fresco o raccolto in giardino, copre il terriccio nudo, trattiene l'umidità e dà al tutto l'aspetto di un angolo di bosco. Evita invece piante grasse e cactus, che in un ambiente così umido marciscono: per loro esiste il terrario aperto. Quando passi alla messa a dimora, togli le piantine dai vasetti, elimina la terra in eccesso e accorcia con le forbici le radici troppo lunghe, poi scava una piccola buca con un bastoncino e adagiale lasciando spazio tra una e l'altra, perché anche nel vetro continueranno a crescere. Sistema le più alte sul retro e le tappezzanti davanti, rifinisci con sassolini o un pezzo di legno e pulisci le pareti interne con un pennello prima di chiudere.

Chiusura, luce e cure del terrario nei mesi freddi

Terminata la composizione, nebulizza il terriccio e le foglie con uno spruzzino fino a inumidire bene il substrato senza creare ristagni sul fondo: questa prima acqua avvia il ciclo che poi si manterrà da solo. Chiudi il coperchio e colloca il terrario in un punto luminoso ma senza sole diretto, perché il vetro concentra i raggi e in poche ore le foglie si rovinerebbero. Nei mesi freddi tienilo lontano da termosifoni e stufe: la stanza riscaldata non è un problema, lo è il calore diretto sulla parete di vetro. Nei primi giorni osserva la condensa: un leggero appannamento al mattino che sparisce durante la giornata indica che l'equilibrio è giusto. Se le pareti restano coperte di gocce che colano senza sosta, togli il coperchio per qualche ora e lascia evaporare l'eccesso; se invece il vetro resta sempre asciutto e il terriccio schiarisce, aggiungi poca acqua con lo spruzzino. Con il tempo basterà aprire ogni tanto per rimuovere le foglie ingiallite e accorciare i rami che toccano il vetro: così il terrario chiuso ti accompagna per anni con interventi davvero ridotti.

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