Perché curare le lame del tagliasiepi subito dopo l'ultimo taglio di ottobre
A ottobre la siepe riceve l'ultima regolata della stagione e il tagliasiepi, finito il lavoro, resta fermo per mesi. È il momento in cui la manutenzione rende di più: resina, linfa e polvere di legno rimaste sulle lame si induriscono con il freddo e l'umidità del ripostiglio, e in primavera ti ritroveresti con denti incollati tra loro e una barra che fatica a scorrere. Dedicare un'ora all'attrezzo adesso evita che la prima potatura del nuovo anno parta con un taglio sfrangiato, che strappa i rami invece di reciderli e lascia ferite da cui entrano funghi e batteri. Prima di toccare il gruppo di taglio, metti l'attrezzo in sicurezza: spegni il motore e lascialo raffreddare, poi stacca la spina se il modello è elettrico, togli la batteria se è a batteria oppure sfila la pipetta della candela se è a scoppio, così la lama non può partire per sbaglio mentre ci lavori con le mani. Indossa guanti robusti e occhiali, perché i denti restano taglienti anche quando sembrano smussati. Osserva poi la barra per tutta la sua lunghezza e verifica che non ci siano denti scheggiati, piegati o viti lasche: sono difetti che l'affilatura non risolve e che conviene far vedere a un centro di assistenza prima di riporre l'attrezzo.
Come togliere resina e residui di linfa dalle lame
La pulizia viene prima di qualsiasi affilatura, perché limare una lama incrostata significa portare lo sporco dentro il tagliente e non vedere lo stato reale dei denti. Comincia con una spazzola a setole dure o un pennello per eliminare foglie spezzettate, segatura e terriccio, poi passa un panno asciutto lungo la barra, sempre dalla costola verso il filo e mai contro i denti. La resina delle conifere e la linfa di molte latifoglie formano una patina scura e collosa che il panno da solo non rimuove: in questo caso usa un solvente specifico per resine, lascialo agire qualche minuto e stacca i residui con una spatola di plastica o di legno, che non riga l'acciaio. Se nel corso della stagione hai potato piante con sintomi di malattie, come macchie fogliari o rami disseccati, disinfetta le lame del tagliasiepi con alcol e lasciale asciugare completamente prima di andare avanti, così eviti di trasferire spore e batteri sulle siepi sane la prossima primavera. Evita invece acqua corrente e idropulitrici: l'acqua si infila tra le due lame e nel riduttore e favorisce la ruggine proprio nei mesi in cui l'attrezzo resta fermo. Alla fine controlla alla luce il bordo dei denti: una lama pulita ti permette di capire subito se è ancora in ordine o se ha bisogno di una passata di lima.
Affilare le lame con la lima piatta: angolo, direzione e passate
Non è detto che a fine stagione le lame vadano affilate: osserva com'è uscito l'ultimo taglio. Se i rametti sono recisi di netto basta la pulizia; se il taglio è ondulato e sfrangiato i denti si sono smussati e conviene rimediare adesso. Come riferimento, i costruttori consigliano una riaffilatura ogni cinquanta ore circa di lavoro. Se invece i rami restano incastrati tra le lame senza essere tagliati, il problema non è il filo ma la distanza tra lama superiore e inferiore, cresciuta per l'usura dei distanziatori: in quel caso l'affilatura non serve e devi passare da un centro di assistenza. Per procedere da solo blocca la barra del tagliasiepi in una morsa, proteggendo le ganasce con legno o cartone, e usa una lima piatta a grana fine. Ogni dente ha una faccia inclinata, la bisellatura, con un angolo che di norma sta tra i 30 e i 45 gradi: appoggia la lima seguendo quell'inclinazione, perché cambiarla accorcia la vita del tagliente. Spingi solo nella direzione del filo, dalla base del dente verso la punta, senza tornare indietro, e fai lo stesso numero di passate su ogni dente così la lama resta bilanciata. Quando sul lato opposto senti con il polpastrello una sottile bava di metallo, il filo è rifatto: toglila con un passaggio leggero sul retro. Evita mola e smerigliatrice, perché il calore rovina la tempra dell'acciaio. Se la barra è a doppio taglio o i denti sono molti, valuta di affidare il lavoro a un'officina specializzata.
Lubrificazione e rimessaggio: come riporre il tagliasiepi fino a primavera
Con le lame pulite e affilate resta l'ultimo passaggio, che è anche quello che le protegge durante i mesi di fermo: la lubrificazione. Stendi un velo di olio per lame, o del protettivo indicato dal manuale, su entrambe le facce della barra, facendolo arrivare tra i denti e nella fessura in cui la lama mobile scorre su quella fissa; aziona poi il tagliasiepi a vuoto per qualche secondo, così il lubrificante si distribuisce lungo tutta la corsa, e asciuga l'eccesso con un panno. L'olio impedisce all'umidità di attaccare l'acciaio e riduce l'attrito alla prima accensione, quando le lame devono tornare a scorrere senza affaticare il motore. Infila quindi il coprilama, che protegge il filo appena rifatto e chi passa accanto all'attrezzo, e riponi tutto in un luogo asciutto e senza forti sbalzi di temperatura, appeso o in piano su una mensola, mai a terra su un pavimento di garage che tende a trattenere umidità. Se il modello è a batteria, toglila e conservala in casa a temperatura ambiente, non completamente scarica, seguendo le indicazioni del costruttore; se è a scoppio, svuota il serbatoio o aggiungi uno stabilizzante per carburante, perché la miscela lasciata ferma per mesi deteriora carburatore e membrane. A primavera ti basterà un controllo rapido e l'attrezzo sarà pronto per il primo taglio della stagione.





