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Tagliasiepi: pulizia e affilatura delle lame prima del rimessaggio

Aggiornato il 14 ottobre 20264 capitoli
Perché curare le lame del tagliasiepi subito dopo l'ultimo taglio di ottobre

Perché curare le lame del tagliasiepi subito dopo l'ultimo taglio di ottobre

A ottobre la siepe riceve l'ultima regolata della stagione e il tagliasiepi, finito il lavoro, resta fermo per mesi. È il momento in cui la manutenzione rende di più: resina, linfa e polvere di legno rimaste sulle lame si induriscono con il freddo e l'umidità del ripostiglio, e in primavera ti ritroveresti con denti incollati tra loro e una barra che fatica a scorrere. Dedicare un'ora all'attrezzo adesso evita che la prima potatura del nuovo anno parta con un taglio sfrangiato, che strappa i rami invece di reciderli e lascia ferite da cui entrano funghi e batteri. Prima di toccare il gruppo di taglio, metti l'attrezzo in sicurezza: spegni il motore e lascialo raffreddare, poi stacca la spina se il modello è elettrico, togli la batteria se è a batteria oppure sfila la pipetta della candela se è a scoppio, così la lama non può partire per sbaglio mentre ci lavori con le mani. Indossa guanti robusti e occhiali, perché i denti restano taglienti anche quando sembrano smussati. Osserva poi la barra per tutta la sua lunghezza e verifica che non ci siano denti scheggiati, piegati o viti lasche: sono difetti che l'affilatura non risolve e che conviene far vedere a un centro di assistenza prima di riporre l'attrezzo.

Come togliere resina e residui di linfa dalle lame

La pulizia viene prima di qualsiasi affilatura, perché limare una lama incrostata significa portare lo sporco dentro il tagliente e non vedere lo stato reale dei denti. Comincia con una spazzola a setole dure o un pennello per eliminare foglie spezzettate, segatura e terriccio, poi passa un panno asciutto lungo la barra, sempre dalla costola verso il filo e mai contro i denti. La resina delle conifere e la linfa di molte latifoglie formano una patina scura e collosa che il panno da solo non rimuove: in questo caso usa un solvente specifico per resine, lascialo agire qualche minuto e stacca i residui con una spatola di plastica o di legno, che non riga l'acciaio. Se nel corso della stagione hai potato piante con sintomi di malattie, come macchie fogliari o rami disseccati, disinfetta le lame del tagliasiepi con alcol e lasciale asciugare completamente prima di andare avanti, così eviti di trasferire spore e batteri sulle siepi sane la prossima primavera. Evita invece acqua corrente e idropulitrici: l'acqua si infila tra le due lame e nel riduttore e favorisce la ruggine proprio nei mesi in cui l'attrezzo resta fermo. Alla fine controlla alla luce il bordo dei denti: una lama pulita ti permette di capire subito se è ancora in ordine o se ha bisogno di una passata di lima.

Affilare le lame con la lima piatta: angolo, direzione e passate

Non è detto che a fine stagione le lame vadano affilate: osserva com'è uscito l'ultimo taglio. Se i rametti sono recisi di netto basta la pulizia; se il taglio è ondulato e sfrangiato i denti si sono smussati e conviene rimediare adesso. Come riferimento, i costruttori consigliano una riaffilatura ogni cinquanta ore circa di lavoro. Se invece i rami restano incastrati tra le lame senza essere tagliati, il problema non è il filo ma la distanza tra lama superiore e inferiore, cresciuta per l'usura dei distanziatori: in quel caso l'affilatura non serve e devi passare da un centro di assistenza. Per procedere da solo blocca la barra del tagliasiepi in una morsa, proteggendo le ganasce con legno o cartone, e usa una lima piatta a grana fine. Ogni dente ha una faccia inclinata, la bisellatura, con un angolo che di norma sta tra i 30 e i 45 gradi: appoggia la lima seguendo quell'inclinazione, perché cambiarla accorcia la vita del tagliente. Spingi solo nella direzione del filo, dalla base del dente verso la punta, senza tornare indietro, e fai lo stesso numero di passate su ogni dente così la lama resta bilanciata. Quando sul lato opposto senti con il polpastrello una sottile bava di metallo, il filo è rifatto: toglila con un passaggio leggero sul retro. Evita mola e smerigliatrice, perché il calore rovina la tempra dell'acciaio. Se la barra è a doppio taglio o i denti sono molti, valuta di affidare il lavoro a un'officina specializzata.

Lubrificazione e rimessaggio: come riporre il tagliasiepi fino a primavera

Con le lame pulite e affilate resta l'ultimo passaggio, che è anche quello che le protegge durante i mesi di fermo: la lubrificazione. Stendi un velo di olio per lame, o del protettivo indicato dal manuale, su entrambe le facce della barra, facendolo arrivare tra i denti e nella fessura in cui la lama mobile scorre su quella fissa; aziona poi il tagliasiepi a vuoto per qualche secondo, così il lubrificante si distribuisce lungo tutta la corsa, e asciuga l'eccesso con un panno. L'olio impedisce all'umidità di attaccare l'acciaio e riduce l'attrito alla prima accensione, quando le lame devono tornare a scorrere senza affaticare il motore. Infila quindi il coprilama, che protegge il filo appena rifatto e chi passa accanto all'attrezzo, e riponi tutto in un luogo asciutto e senza forti sbalzi di temperatura, appeso o in piano su una mensola, mai a terra su un pavimento di garage che tende a trattenere umidità. Se il modello è a batteria, toglila e conservala in casa a temperatura ambiente, non completamente scarica, seguendo le indicazioni del costruttore; se è a scoppio, svuota il serbatoio o aggiungi uno stabilizzante per carburante, perché la miscela lasciata ferma per mesi deteriora carburatore e membrane. A primavera ti basterà un controllo rapido e l'attrezzo sarà pronto per il primo taglio della stagione.

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