Raccogli al momento giusto e lascia asciugare bene
Conservare i semi raccolti in giardino comincia prima di riporli in un barattolo: la riuscita dipende dal momento in cui li stacchi dalla pianta. Aspetta che fiori e frutti abbiano chiuso il loro ciclo, cioè che le capsule siano secche e scure, i baccelli crepitino tra le dita e il seme sia duro al tatto e si separi senza fatica. Un seme raccolto ancora verde non completa la maturazione in casa e spesso non germina. Se tendi ad arrivare tardi con specie che disperdono tutto appena mature, come papaveri e nigella, infila un sacchetto di carta sulle teste mentre seccano, così trattieni quello che cade. Scegli una giornata asciutta e raccogli nelle ore centrali, quando la rugiada è evaporata. Per gli ortaggi a frutto carnoso, come pomodori e zucche, lascia maturare bene il frutto sulla pianta, perché i semi finiscono di formarsi proprio in quella fase. Dopo la raccolta stendi semi e capsule in strato sottile su un vassoio o un foglio di carta in un locale ventilato e all'ombra, mai al sole diretto né sopra un termosifone, e lasciali asciugare per almeno una settimana, anche due se l'aria è umida. Un seme ben asciutto si spezza invece di piegarsi, ed è il segnale che puoi passare alla pulizia.
Pulizia e selezione: tieni solo i semi pieni e sani
Una volta asciutti, i semi vanno separati da tutto ciò che non serve: frammenti di capsula, pula, pezzetti di stelo. Per i semi secchi basta sfregare le capsule tra le mani sopra un foglio e poi soffiare piano o passare il tutto in un setaccio a maglia adatta, così la pula più leggera vola via e il seme resta. Per i semi avvolti nella polpa, come quelli di pomodoro e cetriolo, lascia la massa gelatinosa in un bicchiere d'acqua per qualche giorno finché inizia a fermentare: la pellicola che riveste ogni seme si scioglie, i semi buoni affondano e quelli vuoti galleggiano insieme ai residui, che elimini con l'acqua. Risciacqua e rimetti ad asciugare su un piatto di ceramica, non sulla carta, a cui si attaccherebbero. Dedica qualche minuto anche alla selezione: tieni solo i semi pieni, ben formati e di colore uniforme, scarta quelli raggrinziti, macchiati o con tracce di muffa, perché conservare i semi dubbi significa portare in semenzaio problemi che l'anno dopo ti costeranno piantine deboli. Se da una pianta hai ricavato molti semi, preferisci quelli dei fiori o dei frutti più sani e vigorosi, così selezioni di stagione in stagione le piante che si sono trovate meglio nel tuo giardino.
Bustine, barattoli ed etichette: dove riporre i semi
Conservare i semi bene significa tenerli al riparo da umidità, calore e luce, che consumano le riserve del seme e ne riducono la germinabilità. Per piccole quantità vanno benissimo bustine di carta, che lasciano traspirare un residuo di umidità, da raccogliere poi dentro una scatola di latta o un barattolo di vetro con tappo a chiusura ermetica. Se scegli di mettere i semi direttamente in vetro o in sacchetti richiudibili, devi essere certo che siano asciutti del tutto, altrimenti la poca acqua rimasta condensa all'interno e fa partire le muffe; una bustina di gel di silice o un cucchiaio di riso crudo avvolto in carta aiuta ad assorbire quel poco che resta. Scrivi su ogni bustina il nome della pianta, la varietà, l'anno e una nota sul colore del fiore: dopo qualche mese i semi si assomigliano tutti e senza etichetta rischi di seminare al buio. Riponi la scatola in un luogo fresco, asciutto e buio, come un armadio in una stanza non riscaldata o una cantina ben aerata, lontano da topi e insetti. Anche il ripiano basso del frigorifero funziona, purché il contenitore sia davvero ermetico e tu lo lasci tornare a temperatura ambiente prima di aprirlo, per evitare la condensa sui semi.
Quanto durano i semi e come controllare se germinano ancora
Non tutti i semi durano lo stesso tempo. In condizioni corrette, fagioli, piselli, pomodori e zucche restano vitali per diversi anni, mentre cipolla, porro, prezzemolo e pastinaca perdono gran parte della germinabilità già dopo un anno e vanno riseminati freschi. Anche fra i fiori la differenza è ampia: calendula, zinnia e cosmos sono generosi e longevi, mentre altre specie vanno usate entro la stagione successiva. Tieni presente infine che i semi raccolti da varietà ibride, segnalate di solito con la sigla F1 sulla bustina originale, danno piante diverse dalla madre: conservarli ha senso solo se ti incuriosisce vedere cosa ne esce, non se vuoi ritrovare la stessa pianta. Prima di affidare un'intera aiuola a semi vecchi, fai una prova di germinazione a fine inverno: disponi dieci semi su un foglio di carta da cucina inumidito, arrotolalo, chiudilo in un sacchetto e tienilo al caldo controllando ogni giorno che la carta non asciughi. Dopo una o due settimane conta quanti sono germogliati: se la metà o più ha emesso la radichetta, i semi sono ancora buoni e basterà seminare un po' più fitto; se sono pochi, meglio procurarsi semente nuova e tenere i vecchi per riempire qualche spazio senza pretese.





